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Strade sicure: perché no nel “Decreto Sicurezza”? Interrogazione Sen. GARAVINI

Atto Senato
Interrogazione a risposta orale 3-00684
presentata da
LAURA GARAVINI
martedì 19 marzo 2019, seduta n.099

GARAVINI – Al Ministro della difesa. – Premesso che:

dal 2008 è stata varata l’operazione “Strade sicure” che prevede l’impiego di un contingente delle forze armate nella vigilanza ai siti sensibili e in servizi di perlustrazione e pattuglia in concorso con le forze di polizia, secondo un piano di utilizzo adottato dal Ministro dell’interno di concerto con il Ministro della difesa;

dall’inizio dell’operazione, tale contingente ha contribuito alla prevenzione di episodi di criminalità, garantendo la sicurezza della popolazione con circa 15.500 arresti, l’identificazione e controllo di quasi 3.300.000 individui, 1.200 armi e circa 2.300 chili di sostanze stupefacenti sequestrati e 13.000 veicoli controllati;

nel corso degli anni, a fronte degli importanti risultati raggiunti, l’impiego dei militari nell’operazione è stato progressivamente incrementato, arrivando oggi a circa 7.200 unità;

a fronte di un indubbio successo dell’operazione, non solo in termini di ordine pubblico, ma anche in ambito di sicurezza internazionale (basti pensare che l’Italia è sostanzialmente l’unico tra i principali paesi europei a non essere stato oggetto di attentati terroristici), si rilevano però alcune criticità con riferimento alle condizioni logistiche e retributive del personale dell’Esercito italiano impegnato nell’operazione;

i turni di servizio, inizialmente di 120 giorni, sono oggi di 180 giorni, con evidenti ripercussioni per quanto riguarda il recupero delle energie psicofisiche e la fruizione di adeguati turni di riposo;

il trattamento economico dei militari impiegati in “Strade sicure” prevede, in base alla dislocazione sul territorio nazionale (se in o fuori sede), un’indennità lorda pari a 13 euro o a 26 euro e il pagamento di sole 14,5 ore a titolo di straordinario a fronte di un totale di ore di straordinario molto superiore;

le indennità retributive previste per la partecipazione all’operazione vengono corrisposte con un inaccettabile ritardo;

con il “decreto sicurezza” (decreto-legge n. 113 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 2018) sono state stanziate risorse per i compensi per le prestazioni di lavoro straordinario svolte solo dagli appartenenti alla Polizia di Stato, escludendo il personale delle forze armate;

lo sforzo profuso dai militari dell’Esercito italiano nell’operazione dal suo avvio ad oggi e gli importanti risultati acquisiti meritano il rispetto di corrette condizioni di lavoro,

si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda affrontare la problematica descritta in premessa.

(3-00684)